Risultati e prospettive delle ricerche spaziali

B. ROSSI

Abstract


Sarebbe una presunzione da parte degli scienziati il pensare che i
grandiosi e costosissimi programmi di attività spaziale in cui, una dopo
l'altra, si vanno imbarcando le maggiori nazioni del mondo siano motivati
esclusivamente, od anche principalmente, da ragioni scientifiche.
Vi sono importanti ragioni pratiche, come lo sviluppo di una rete globale
di comunicazioni e la raccolta di dati meteorologici che permetta sicure
predizioni del tempo. Vi sono questioni di prestigio nazionale. E vi è
infine l'indomabile spirito d'avventura che obbliga l'uomo a tentare
tutto ciò che è umanamente possibile, a spingersi sempre più lontano
nel mondo che lo circonda.
Eppure è assai probabile che, in ultima analisi, il risultato più importante
e più durevole di questa attività saranno appunto quelle scoperte
scientifiche che oggi passano quasi inosservate. È probabile che il
periodo iniziato quasi cinque anni fa col lancio del primo sputnick passerà
alla storia come quello in cui l'umanità ha compiuto uno sbalzo
di eccezionale portata verso la conoscenza del pianeta su cui vive e dell'universo
che circonda questo pianeta.
La terra è parte del sistema solare, e l'esplorazione diretta del sistema
solare ha già avuto inizio. Non v'è dubbio che durante il prossimo
decennio strumenti sempre pili complessi e raffinati verranno lanciati
a distanze sempre più grandi dal nostro pianeta. E, con ogni probabilità,
in questo periodo assisteremo pure ai primi viaggi di astronauti oltre i
limiti di quella regione dello spazio che è sotto l'influenza diretta della
terra.

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References


DOI: https://doi.org/10.4401/ag-5244
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Published by INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - ISSN: 2037-416X